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Cerere
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Nella mwdgreligione romana mwdwCerere (mweain latino mweqCeres, Cereris e in mwegosco: mwewKerri, mwfaKerres o mwfqKerria) era una divinità materna della terra e della mwfgfertilità, mwfwnume tutelare dei raccolti, ma anche dea della mwganascita, poiché tutti i mwgqfiori, la mwggfrutta e gli mwgwesseri viventi erano ritenuti suoi mwhadoni, tant'è che si pensava che avesse insegnato agli mwhquomini la coltivazione dei campi. Per questo veniva solitamente rappresentata come una matrona severa e maestosa, ma allo stesso tempo bella e affabile, con una mwhgcorona di mwhwspighe sul capo, una fiaccola in una mano e un canestro ricolmo di mwiagrano e di frutta nell'altra. Il mwiqmwigflamine cereale presiedeva il suo culto. Sorella di mwiwVesta, mwjaGiunone, mwjqPlutone, mwjgNettuno e mwjwGiove, e figlia di Saturno e Opi. La sua figlia più conosciuta è mwkaProserpina.

Sebbene il suo culto sia di antica origine italica, è generalmente identificata con la mwkgdea greca mwkwDemetra.

Contents

Note

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Origine e culto

Cerere era già presente nel pantheon dei popoli italici preromani, specialmente gli osco umbro sabelli e fu, in seguito, identificata con Demetra. Il suo nome deriva dalla radice mwnqindoeuropea mwng*ker e significa "colei che ha in sé il principio della crescita"cite-ref-1[1]. Il culto di Cerere, cui era preposto un mwowmwpaflamen minor, era inizialmente associato a quello delle antiche divinità rustiche di mwpqLiber e mwpgLibera e presentava delle similitudini con i riti celebrati a mwpwEleusi in onore di mwqaDemetra (alla quale venne presto assimilata), mwqqPersefone e mwqgIacco (uno dei nomi di mwqwDioniso).

Tale culto è attestato al santuario dei 13 altari di Lavinio grazie al ritrovamento di una lamina metallica sulla quale vi è l'iscrizione mwrqCerere(m) auliquoquibus, interpretata come offerta alla dea di interiora dell'animale sacrificato, bollite in pentola. Un suo mwrgsantuario a mwrwRoma era ai piedi dell'mwsaAventino, fondato nel mwsqV secolo a.C. In suo onore si celebravano le "mwsgCerealia", ogni 12 aprile, durante le quali venivano offerti frutta e miele e sacrificati buoi e maiali. Si compivano anche sacrifici per purificare la casa da un lutto familiare. Iscrizioni marmoree rinvenute nell'area archeologica di mwswCivitucola sembrano attestare la presenza di un tempio dedicato al suo culto nell'antica città di mwtaCapena.cite-ref-2[2]

Dalla sua unione con mwugGiove nacque mwuwProserpina.

Nell'antica Roma era d'uso iniziare le festività, a Cerere - Demetra il 19 aprile, e i mwvqludi ceriales dal 12 al 19 aprile, le medesime festività si celebravano anche in agosto, dalla fine del mwvgIII secolo a.C., il rituale era "il mwvwsacrum anniversarium Cereris", adattamento dei misteri greci Eleusini

Il primo giorno dedicato alla celebrazione di queste feste era chiamato "Agirmo" ed era il giorno dell’adunanzacite-ref-3[3].

Associazione con Tellus

Cerere è spesso associata alla dea mwzqTellus sia nel culto che nel mwzgcalendario in quanto mwzwFordicidia (dedicate a Tellus) e Cerialia sono separate da un intervallo di quattro giorni (15 e 19 aprile), intervallo che di solito si riscontra nel caso di feste appartenenti ad uno stesso ciclo. Anche mwaaOvidio associa le due dee chiamandole "madri delle messi" (mwaqfrugum matres)cite-ref-4[4].

Anche in due festività agricole c'è questa associazione tra le due dee, sia nelle Ferie sementive alla fine della semina a gennaio con l'offerta di una scrofa gravida a Tellus e spighe di spelta a Cerere, che nel sacrificio della mwcaporca praecidanea all'inizio della raccolta.

Aspetto infero

Cerere è legata anche al mondo dei morti attraverso il mweqCaereris mundus, una fossa che veniva aperta soltanto in tre giorni particolari, il 24 agosto, il 5 ottobre e l'8 novembre. Questi giorni sono mwegdies religiosi, vale a dire che ogni attività pubblica veniva sospesa perché l'apertura della fossa metteva idealmente in comunicazione il mondo dei vivi con quello sotterraneo dei morti. Secondo mwewFesto in quei giorni non si attaccava battaglia con il nemico, non si arruolava l'esercito e non si tenevano i comizicite-ref-5[5]. L'apertura del mwgamundus era un momento delicato e pericoloso, non tanto per paura che i morti uscissero in massa invadendo il mondo dei vivi ma al contrario perché, secondo mwgqMacrobio, il mwggmundus avrebbe attratto i vivi nel mondo dei morti, specialmente in occasione di scontri e battagliecite-ref-6[6].

Un altro riferimento al mondo dei morti sembra essere il termine mwiacerritus che significa "invaso dallo spirito di Cerere". Il termine indica qualcuno che oggi si definirebbe "posseduto" (come il termine analogo mwiqlarvatus). Secondo mwigRenato Del Ponte questo termine potrebbe rivelare un'antica concezione della dea come mwiwmater larvarum ("madre degli spettri"), anche in relazione al fatto che il termine mwjacerritus viene definito da mwjqMarziano Capella come mwjgvox obsoleta, "termine antiquato" quindi "arcaico".

Note

cite-note-11. mwlqmwlgR. Del Ponte, Dei e miti italici,mwma p. 53.
cite-note-22. mwnamwnqmwngInventario dei luoghi di culto dell'area falisco-capenate,Ferrante Cristina, Università degli studi di Trieste, 28/04/2008, su mwnwopenstarts.units.it.
cite-note-33. mwowmwpamwpqDizionario storico mitologico di tutti i popoli del mondo compilato dai signori Giovanni Pozzoli, Felice Romani e Antonio Peracchi sulle tracce di Noel, Millin, La porte, Dupuis, Rabaud S.Etienne &c. &c. Tomo 1 (-ottavo): A-CRO, 1829. mwpgURL consultato il 28 agosto 2018.
cite-note-44. Ovidio, mwqgmwqwFasti, I, 671.
cite-note-55. Festo, 144-146 L.
cite-note-66. Macrobio, mwsgmwswSaturnalia, I, 16, 17.

Bibliografia

• citerefrenato-del-ponteRenato Del Ponte, Dei e miti italici, Genova, ECIG, 1985, ISBN 88-7545-805-7.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni di o su Cerere
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Cerere

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Ceres, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Cerere, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• mwywLa tavola di Agnone, su sanniti.info.